Corruzione nell’Arma dei carabinieri

 

Da anni, agendo con strafottenza, arroganza e senza scrupoli in virtù dei gradi e della divisa che indossano fanno il bello e cattivo tempo pianificando denunce e procedimenti disciplinari a raffica sul conto del malcapitato, sul quale indagano per conto terzi, attuando vendette per personali fini di lucro. C’è di mezzo anche qualche figura togata, realizzano false inchieste e dispetti di ogni tipo per dei privati che li gratificano, tutto e solo per avere soldi.

Li dove tutto è funzionale alla carriera del capo denunciare ai ministri competenti ed alle superiori autorità, anche giudiziarie, illeciti e corruzione interni all’Arma – di ufficiali – persino nell’ambito dei procedimenti da cui vieni via via attinto può portare alla radiazione o, peggio, alla degradazione, massimo provvedimento disciplinare con cui l’appartenente ad un ordine viene espulso in via definitiva e perpetua. La punizione è stata ordinata dal comandante interregionale CC Podgora per destituire col massimo disonore il maresciallo Cautillo.

Molteplici le iniziative, c’è un altro procedimento disciplinare, ma la matrice è unitaria  e vile, toglierlo di mezzo usando due falsi testimoni, resi giudizialmente immuni. Vigliacchi in divisa piuttosto che difenderlo moltiplicano le accuse cagionando una doppia ingiustizia e non c’è legge che tenga, sono intoccabili, hanno rapporti diretti con magistratura e stampa, possiedono una sorta di magistratura privata, quella militare, praticante una giustizia di censo, la cosiddetta giustizia dei capi. Camminano sui tappeti rossi e sul velluto. Gli hanno rubato tutto, fatto perdere la casa, pignorato lo stipendio, incenerito la vita. Esiste un tariffario per ogni inchiesta penal-disciplinare inflitta al maresciallo, da dove provengono tutti questi soldi ? In quante e in quali tasche vanno a finire ?

Vittima famosa della degradazione fu Alfred Dreyfus, sottoposto pubblicamente alla cerimonia della degradazione a Parigi, in Champ de Mars, nel 1895. Condannato per tradimento, le accuse si rivelarono infondate e l’ufficiale venne riabilitato. L’episodio è noto come «affare Dreyfus».

ESPOSTO N. 37 AL MINISTRO DELLA DIFESA

ESPOSTO N. 36 AL MINISTRO DELLA DIFESA

ESPOSTO N. 35 AL MINISTRO DELLA DIFESA