Carabiniere si spara davanti alla sua caserma, la stampa chiude gli occhi

 

Si stima per difetto che i suicidi nell’Arma siano almeno il triplo di quelli che si vengono a sapere sui media. Se ne spara un altro in pieno agosto, avviene nella grassa e dotta Bologna, lo fa in forma eclatante con la pistola d’ordinanza, di notte, davanti alla caserma del 5° Reggimento Emilia Romagna, dove lavorava, ma non sappiamo nemmeno chi è; il connubio ufficiali CC – giornalisti si é superato, non facendo trapelare nemmeno l’identità.

All’opinione pubblica rivelano solo che era un appuntato 35enne, originario di Firenze che prima di uccidersi ha scritto un messaggio d’addio ai familiari su faceboock (ma non che cosa) che il fratello, leggendolo, ha dato l’allarme e il corpo è stato ritrovato dai colleghi, facendo ricadere il gesto a problemi legati a una difficile separazione dalla compagna.

Un classico dei suicidi nell’Arma che, nonostante la presenza di cinque forze di polizia, giustificata con la scusa che una controlla l’altra, vengono sempre trattati internamente dallo stesso corpo e dagli stessi superiori che avevano in carico la vittima e immediatamente archiviati per questioni private. Avrebbero fatto più bella figura a non rivelare nemmeno il suicidio, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Una cosa è certa: nulla più trapelerà, non sappiamo nemmeno chi è e non ne sapremo più nulla.