Maresciallo dei carabinieri abusa della figlia per 30 anni

 

Una storia orribile di abusi e degrado. Le molestie erano iniziate quando la figlia era ancora adolescente, aveva appena 15 anni quando il genitore abusò di lei per la prima volta.

Il padre-orco, un maresciallo dei carabinieri in pensione é riuscito a soggiogarla psicologicamente convincendola che tutto ciò fosse normale non smettendo mai di usare la piccola come una bambola per sfogare i suoi peggiori istinti. Ha abusato per 30 anni di sua figlia e da quella relazione incestuosa ed extraconiugale, protrattasi dopo il matrimonio della donna, nasce una bimba. Per evitare lo scandalo succede di tutto. La intestano al genero ma la fanno abitare col nonno- padre. La donna scappa dalla casa coniugale, si separa e toglie la potestà genitoriale al falso padre.

Poi, come la sindrome di Stoccolma, quando la vittima si innamora del suo rapitore, l’amore criminale padre-figlia produce effetti shock. La cerchia familiare degli incestuosi prende ad accusare il ‘rivale in amore’. Costituiscono un sodalizio dedito alla fabbricazione di false inchieste e vendette private. Tentano di incastrare un innocente per trasformarlo in un pregiudicato ed influenzare le decisioni del tribunale in favore della moglie. Logiche di branco.

Abusi e degrado sprofondano in un abisso di complicità, vigliaccheria con le stellette, corruzione, menefreghismo. Lo derubano dei beni, mobili e immobili, lo annientano sul lavoro, lo defraudano della giustizia, lo seppelliscono di processi e procedimenti disciplinari, lo sospendono dal servizio.

A cosa serve denunciare lo stupro del padre nei confronti della figlia ? Ci troviamo dinanzi a un caso giudiziario che suscita non solo l’orrore nei confronti di un padre-padrone che aveva ridotto la sua bambina a schiava sessuale, ma anche nei riguardi di una giustizia che davvero ha le sembianze di una dea bendata.