Incaprettamento giudiziario

 

Il macabro rituale dell’incaprettamento é una crudele sevizia adottata dalla mafia verso chi ha mancato alle sue leggi di fedeltà e omertà, consistente nel legare mani e piedi dietro la schiena al condannato, facendogli passare la corda attorno al collo, così che muoia per strangolamento provocato dai suoi stessi movimenti. Solitamente la bocca viene tappata con del nastro adesivo.

É consuetudine nella mafia la «legge del silenzio», per cui devi tacere sul nome dell’autore di un delitto affinché questi non venga colpito dalla legge.

Anche lo Stato ha le sue consuetudini non scritte, non meno efficaci. Le gole profonde, i pubblici dipendenti che denuncino pubblicamente o riferiscano alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno di un’organizzazione pubblica che possono essere di varia natura, violazione di una legge o un regolamento, minaccia di interesse pubblico come in caso di corruzione e frode, si espongono a ritorsioni e rivalse senza nessuna protezione. Per chi denuncia l’illegalità le rappresaglie sul posto di lavoro includono le molestie, l’isolamento, la mancanza di promozione, il trasferimento, il mobbing, il licenziamento, il crudele bossing, persecuzione attuata da superiori gerarchici attraverso una strategia di vessazioni disciplinari. Senza protezione il prezzo é così alto da indurre nessuno a farsi avanti.

Questo governo connivente e omertoso non vuole contrastare corruzione, malaffare e mafie, uniti attraverso il riciclaggio dei capitali illeciti e incentivati dall’omesso allontanamento dei corrotti dalla gestione della cosa pubblica, ma solo far credere che lo faccia. Usa l’anticorruzione come slogan ma legifera blandamente con norme eludibili, senza sanzioni, che non verranno applicate e, di fatto, introduce una nuova figura giuridica: l’incaprettamento giudiziario.